Il Mattone ci salverà

Tra tanti dubbi e tante incertezze, penso che il recente passato ci abbia consegnato poche sicurezze: il mercato immobiliare non ha mai tradito il risparmiatore…….

Prevedere gli effetti che l’attuale crisi dei mercati finanziari potrebbe avere sull’economia reale è un esercizio ormai praticato da ogni cittadino italiano. Esercizio il cui svolgimento è reso difficile dal fatto che, in realtà, le problematiche di molti grandi istituti di credito non sono ancora state risolte.I piani di salvataggio approvati dai vari governi mirano esclusivamente a salvaguardare i risparmi dei cittadini evitando la bancarotta delle banche che più si erano esposte in questi anni nel campo delle cartolarizzazioni dei mutui e, più in generale, nell’uso di strumenti derivati senza che questi fossero realmente garantiti da altri sottostanti.
La ricerca spasmodica della creazione di valore a favore degli azionisti ha portato molti manager a non avere uno sguardo sul medio-lungo termine.
La politica del tutto e subito, che più in generale ha caratterizzato il modo di vivere dell’intera società negli ultimi venti anni, ha portato l’economia mondiale sull’orlo del baratro.
Dopo un analisi se pur sconfortante della situazione, è necessario trovare un punto da cui ripartire.
Per una volta possiamo dire che il tanto vituperato sistema bancario italiano ha trovato al suo interno le risorse per resistere all’urto della crisi e della speculazione.

Gli esterofili e i denigratori del nostro Paese per una volta hanno avuto torto, e per una volta Germania, Inghilterra, Belgio ed altri non se la ridono alle nostre spalle.
L’unico grande problema che ha ancora oggi il nostro Paese è un debito pubblico di tali dimensioni da non consentire, ora come in futuro, di mettere in atto quegli interventi a sostegno delle imprese e delle famiglie che a tutt’oggi non sono più procrastinabili, a meno che il Parlamento europeo non permetta lo sforamento del debito pubblico.
In questo momento sarebbe necessario intervenire pesantemente sul rilancio dell’economia, attraverso sgravi fiscali che permettano all’impresa di investire in nuove tecnologie e alle famiglie di liberare risorse da immettere sul mercato.
Ben vengano quindi tutti quei provvedimenti volti a ridurre il carico fiscale sugli stipendi dei dipendenti e sui bilanci delle aziende.
Purtroppo, ancora oggi, la comunità economica non ha ancora percepito che il rilancio della nostra economia nazionale non può basarsi solamente sull’industria, ma deve forzatamente passare per il rilancio del mercato immobiliare, che in questi anni è stato il vero motore del nostro sviluppo.
Tra tanti dubbi e tante incertezze, penso che il recente passato ci abbia consegnato poche sicurezze: il mercato immobiliare non ha mai tradito il risparmiatore.
Non voglio e non posso lanciarmi in previsioni troppo semplicistiche, ma ritengo che nei prossimi mesi assisteremo a un ritorno degli investigatori sul mercato dell’immobile.
Il governo a questo punto è chiamato a prendere decisioni immediate: lo sviluppo del mercato immobiliare dovrà passare attraverso una serie di provvedimenti, il primo dei quali dovrà essere il rilancio della locazione.

Il ritorno all’economia reale basata sui prodotti tangibili è l’unico modo che il sistema ha per tornare a crescere, e oggi non si conosce nulla di più tangibile che un investimento “sicuro e a lungo termine” come quello immobiliare.

A noi cari colleghi, far percepire ai nostri clienti i valori che da qui ai prossimi anni dovranno guidare il mercato: solidità dell’investimento, etica degli affari e professionalità, ……. conosciamo bene ormai da più di trent’anni.

Articolo tratto dall’Agente Immobiliare, bimestrale di economia, cultura e politica immobiliare.