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Tasse sulla seconda casa: come non pagare Tasi e Imu

Pubblicato da Leyla Cristella su 29 Settembre 2016
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In una regione italiana sono avvenuti e stanno ancora avvenendo una serie di mosse molto strane. Ci riferiamo alla Sicilia, luogo in cui alcuni proprietari di seconde o terze case della zona di Caltanissetta, hanno deciso di regalare o svendere le loro proprietà così da non dover più pagare le tasse previste sulle seconde case: Tasi e Imu. In tal modo, quindi, i compratori spendono solo i soldi del passaggio di proprietà o poco più e si aggiudicano a tutti gli effetti un’immobile. Ma è davvero necessario arrivare a questo punto per non pagare le spese previste? Effettivamente no, esistono metodi e trucchi alternativi perfettamente regolari che possono portare al non saldo di questi tributi e quindi al mantenimento dell’abitazione in questione. L’articolo di oggi è centrato completamente su questa tema e quindi siamo pronti a svelarvi i trucchi necessari per non pagare le tasse sulle seconde o terze case e così via.Questo portale non è assolutamente favorevole al fenomeno dell’evasione fiscale che, come ricordato recentemente anche dal Presidente della Repubblica, è a tutti gli effetti una piaga. Tuttavia riteniamo che in Italia la tassazione sovente raggiunge livelli eccessivi e, quindi, costringa quasi le persone a studiare stratagemmi per pagare meno tasse. Noi ci limitiamo a fare soltanto informazione, concentrandoci in questa sede sulle tasse sulla seconda casa: non ci assumiamo la responsabilità dell’uso distorto di quanto scriviamo che, chi legge, potrebbe eventualmente fare.

Trucchi per pagare meno tasse sulla seconda casa

Prima possibilità è quella di accatastare le case come unità collabenti. Ovvero? Rendendo gli immobili collabenti essi non hanno più rendita catastale, dunque si azzera totalmente il conto delle tasse. Secondo l’Agenzia delle Entrate, questa tipologia di edifici è cresciuta esponenzialmente, precisamente del 12,4% dopo l’avvento dell’Imu. I proprietari di ex capannoni ad esempio, hanno rimosso la copertura così da accatastare l’unità in F/2 ed evitare di pagare oltre 80 mila euro l’anno di imposte. D’altronde si tratta di quei posti davvero impossibili da affittare. Attenzione però, perché questo trucco funziona solo in alcune zone e in altre no. In certi comuni infatti si paga la tassa sull’area edificabile anche se con un’aliquota ridotta rispetto alle prime case. E poi non è ovviamente così certo che l’Agenzia delle Entrate accetti il riaccatastamento dell’edificio. Per far in modo che questo avvenga, infatti, devono esserci delle prove fisiche e concrete del degrado e delle condizioni reali della struttura. Non è sufficiente togliere porte e finestre, anzi.Seconda soluzione prevista per non essere più soggetti alle spese è abbattere la casa. Si, è una soluzione drastica e a questo punto forse conviene ancora regalarla, tuttavia ci sentiamo in dovere di esporla. D’altronde alcuni edifici sono così irrecuperabili che potrebbero addirittura non essere accettati anche in regalo e quindi l’unica soluzione prevista è proprio l’abbattimento, che ricordiamo non è gratuito. Demolire una casa comporta comunque delle spese, pensateci quindi bene!Terza soluzione è quella di rendere l’abitazione inagibile. Rendendo la struttura non più agibile le imposte calano vertiginosamente. In questo caso bisogna però dare un’occhiata ai regolamenti che cambiano da zona a zona riguardo la dichiarazione di inagibilità. Per essere dichiarato inagibile l’edificio deve avere delle grosse mancanze o essere in uno stato avanzato di degrado, non basta anche in questo caso eliminare alcuni beni di prima necessità, come i sanitari.Non siete ancora soddisfatti? Allora iniziate a prendere in considerazione la possibilità di effettuare una cessione o una permuta o, infine, una fusione. Molti italiani infatti, sempre per non pagare Imu e Tasi, decidono di concedere gli immobili in uso a parenti. Diminuendo così la tassazione.Il classico esempio è quello dei genitori che intestano la seconda casa al figlio e che quindi diventa la sua abitazione principale, in tal modo paga il figlio ma risparmiano i genitori.Strategia alquanto strana è quella che riguarda invece la finta separazione coniugale. Ebbene si, vi è anche chi, pur di non pagare le tasse sulla seconda casa fa credere di essere separato dal coniuge così da rendere due abitazioni le case principali di ognuno e risparmiare. Ovviamente non è sufficiente spostarsi di casa, bensì deve avvenire la separazione legale vera e propria. A voi la scelta!

Cosa preferite quindi fare? Le scelte a disposizione sono molte: regalare la casa, abbatterla, cederla, addirittura separarsi. Se invece non trovate alcuna soluzione tra quelle proposte perché non riescono a soddisfare le vostre esigenze, allora potete sempre pensare di iniziare a risparmiare su altro, così da aver la possibilità di pagare tali imposte. I trucchi per spendere il meno possibile in casa sono tanti quanti quelli per non pagare i tributi, forse anche di più. Certe volte siamo spaventati di pagare le tasse che in realtà sono assai più basse di imposte che ci vengono prelevate direttamente dallo stipendio come l’IRPEF oppure ci autotassiamo con vizi di cui potremmo tranquillamente fare a meno: chi legge abitualmente Affari Miei conosce la sezione dedicata al risparmio in cui più volte parliamo dell’argomento.Ultima soluzione per risparmiare sulle tasse relative alla seconda casa? Se non lo sapete, è previsto uno sconto del 25% a coloro che concedono l’immobile in locazione con canone concordato. La guida indicata vi spiegherà al meglio tutto.

Tasse sulla seconda casa: informazioni utili

Con la nuova Legge di Stabilità sono tante le novità introdotte e alcune di queste riguardano proprio la tassazione sulle seconde case. Innanzitutto teniamo a ricordarvi che la prima abitazione principale non è più sottoposta al pagamento di tali tributi, a meno che essa non faccia parte delle cosiddette “categorie di lusso” o non sia un castello. Di conseguenza saranno ben 19 milioni gli italiani che potran

no tirare un sospiro di sollievo.Chi invece non ha altra scelta che quella di continuare a pagare Imu e Tasi, deve come ogni anno pagare l’acconto a giugno e il saldo finale a dicembre.I codici tributo Imu da indicare sul modello F24 da presentare presso la propria banca o in posta sono 3912 per le abitazioni principali e le pertinenze; 3914 per i terreni; 3916 per le aree fabbricabili; 3918 per gli altri fabbricati; 3925 per edifici a scopo produttivo. Diversi sono quelli della Tasi: 3958 su abitazione principale e pertinenze; 3959 su fabbricati rurali e  infine 3960 sulle aree fabbricabili.Chiunque si dovesse dimenticare di pagare i tributi entro la data di scadenza può, attraverso il ravvedimento operoso, provvedere a pagare con l’aggiunta ovviamente di una mora. A questo punto avete quindi tutto il tempo per decidere cosa fare con il vostro edificio non utilizzato come abitazione principale e sui cui verte quindi la Tasi e l’Imu. Ricordate che nel caso in cui sceglieste una delle opzioni elencate nel paragrafo precedente, è comunque necessario avere a propria disposizione un po’ di tempo per ottenere eventuali approvazioni o rinvii da parte dell’Agenzia delle Entrate o di altri enti. Non prendete questo articolo alla lettera e, nel caso in cui vorreste effettivamente agire, abbiate la premura di contattare un professionista specializzato.

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